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«Tutte le strade portano a Roma, e questo è uno dei motivi per cui la gente non ci va mai…» – scherzava il grande e grosso Gilbert K. Chesterton.
Nella storia del cristianesimo, questa frase potrebbe attagliarsi perfettamente al caso dell’apostolo Paolo: tutte le strade, in qualche modo, conducono a Paolo. Eppure, malgrado la sua enorme importanza, malgrado la mole impressionante di studi dedicati alla sua figura e al suo pensiero, l’apostolo delle Genti resta per molti un personaggio quasi sconosciuto, o conosciuto male.
Paolo, d’altronde, non è un autore “facile”. Lo studioso americano Alan Segal annovera le lettere dell’apostolo «among the most difficult and complicated writings in Western literature», fra gli scritti più difficili della letteratura occidentale (ma è davvero “occidentale”, Paolo?).
L’enorme proliferazione di studi non contribuisce sempre alla chiarezza, anche per la naturale eterogeneità degli approcci e dei metodi. La ricerca accademica, oggi, soffre spesso di una sindrome di specializzazione acuta, e per questo cede il passo a una pubblicistica sempre più sfacciatamente pseudo-storica, soprattutto nel campo della divulgazione sul cristianesimo antico.
Non di rado, anche in internet, riaffiorano pregiudizi cari allo storicismo di fine Ottocento, e ormai superati dalla critica storica: per cui Paolo è presentato di volta in volta come il “traditore” di Gesù, il vero fondatore del cristianesimo, l’inventore del “mito” di Cristo, e via discorrendo. A fronte di questi fraintendimenti, c’è poi la pretesa di comprendere Paolo a-criticamente, adattandolo ai problemi attuali e decontestualizzandolo dal suo ambiente.
L’Anno giubilare indetto da Papa Benedetto XVI, per celebrare il bimillenario dell'apostolo, si presenta quindi come un’occasione d’oro. Innanzitutto, com’è ovvio, per spronare gli stessi credenti a una maggiore consapevolezza del tesoro che Paolo rappresenta per la fede: un tesoro spirituale, che va certamente custodito, ma anche una fonte da riscoprire, per la sua perenne e rigogliosa freschezza.
L’Anno Paolino, inoltre, offre lo stimolo per la diffusione di una migliore e più avveduta conoscenza del cristianesimo antico, con particolare attenzione nei confronti delle prospettive storico-ermeneutiche “non-confessionali” (un’etichetta di per sé fuorviante, e limitativa).
Il sito letterepaoline.it intende dunque porsi come luogo di divulgazione critica, di dibattito e di approfondimento: nel rispetto di un giusto bilanciamento tra esigenze divulgative e possibilità di riflessione specialistica.
Per tale ragione sono state approntate diverse sezioni, che rappresentano altrettante modalità di approccio:
Gli aggiornamenti principali del sito verranno segnalati in copertina, mentre il box sulla colonna di destra, assieme alla pagina “Archivio”, permetterà di rintracciare tutte le novità e gli ultimi inserimenti del portale in ordine cronologico.
I testi dal greco, dall’ebraico e da altre lingue antiche saranno di norma traslitterati, anche se stiamo valutando la possibilità di inserire appositi fonts.
Un’ultima avvertenza riguarda le abbreviazioni che verranno utilizzate negli articoli: per i testi biblici si fa riferimento al metodo utilizzato dalla Bibbia di Gerusalemme (EDB, Bologna); per le altre abbreviazioni di testi antichi si fa invece riferimento a The SBL Handbook of Style. For Ancient, Near Eastern, Biblical, and Early Christian Studies (Hendrickson, Peabody Massachusetts).
Non resta che augurare a tutti una buona lettura!
La Redazione di letterepaoline.it